Spotlight e la denuncia dei preti pedofili

Spotlight e la denuncia dei preti pedofili

È stato presentato fuoriconcorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il lungometraggio di denuncia Spotlight, diretto dal regista Thomas McCarthy. Protagonisti Michael Keaton, Mark Ruffalo, Liev Schreiber, Rachel McAdams.

Il film, dal ritmo incalzante, racconta una storia vera, vissuta tra violenze e depravazione, e si rifà al Watergate cattolico del 2001: un gruppo di giornalisti scoperchia lo scandalo dei preti pedofili a Boston. Il messaggio del film è spaventoso: il 50 per cento dei preti americani è corrotto.

Ma veniamo ai fatti. Il direttore del Boston Globe si prende a cuore la vita dei minori vittime di abusi sessuali e psicologici da parte di preti cattolici e, nonostante pressioni arrivate da ogni parte, non permette di far archiviare l’inchiesta giornalistica. Al contrario, fa in modo che anche altri giornali comincino a scavare e a dire la verità. Si assiste quindi ad uno stravolgimento di un intero ambiente. Boston è una città molto cattolica, il potere delle alte gerarchie penetra ovunque e le reazioni della comunità sono molto forti. C’è chi è sconvolto e si allontana dalla fede e chi preferisce non vedere, stare all’oscuro di tutto per non doversi confrontare con la bestialità umana. È, a voler ben guardare, un’accusa e una riflessione sulla responsabilità individuale e collettiva.
Lo scandalo suscitato da 600 articoli, e presto allargatosi, porta 60 sacerdoti a lasciare l’abito talare, nonché ad un indennizzo di 80 milioni di dollari per le oltre mille piccole vittime, drogate, abusate, molte delle quali non sono sopravvissute a questo crimine diabolico. Tra i tanti personaggi coinvolti, si sottolinea però anche la presenza di un prelato che, nonostante lo scandalo, riesce ad essere trasferito a Roma, forse nella Basilica di Santa Maria Maggiore.

Mark Ruffalo, giunto a Venezia, ha commentato così la polemica scatenata da Spotlight: “Credo che il nuovo Papa sia straordinario. Ma una cosa sono le parole, un’altra i fatti. Non è un attacco alla Chiesa, mi piacerebbe però che vedessero il film anche i cardinali, i monsignori e tutti gli altri preti”.

About Silvia Rotino

Nata a Novara, laureata in Lingue. Appassionata di viaggi, fotografia, mass media, economia, è articolista per diverse testate giornalistiche online.

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