Beasts of No Nation e il dramma dei bambini soldato

Beasts of No Nation e il dramma dei bambini soldato

Il regista Cary Fukunaga ha portato alla Mostra del di Venezia il suo ultimo film, “Beasts of No Nation” ed ha ricevuto un’accoglienza molto calorosa sia da parte del pubblico che della critica. Il lungometraggio è l’adattamento dell’autobiografia del nigeriano Uzodinma Iweala nella quale racconta la sua esperienza di bambino soldato.

Il protagonista è il nigeriano Agu (il piccolo attore Abrham Attah) che passa dall’innocenza infantile alla bestialità di guerrigliero. Una sorta di contraltare a quelli che conosciamo come romanzi di formazione. Qui in realtà siamo di fronte ad una deformazione.
Conosciamo il bambino, pieno di vita, all’interno di una famiglia e una comunità normale; ci sono le caratterizzazioni tipiche delle commedie: il fratello che pensa solo alle donne, il nonno un po’ svanito, il gruppo di amici con cui divertirsi. Poi però la guerra sconvolge tutto e tutti. L’esercito, infatti, scambia quella pacifica comunità per un gruppo di aderenti alle formazioni ribelli e stermina tutti. Tutti, tranne Agu che viene catturato dai veri ribelli. E qui arriva la scelta: o si fa ammazzare o si arruola nelle loro fila. La decisione è scontata ma molto dura: non stiamo assistendo ad una rinascita, ad un riscatto, bensì ad una discesa negli inferi. Il bambino è forte e si fa valere fin da subito, diventando velocemente il favorito del capo dei ribelli, il Comandante (l’attore Idris Elba). Agu uccide usando il machete, si droga pesantemente per riuscire a sopportare le fatiche e la bestialità degli scontri, diventa l’oggetto sessuale del Comandante.
Uno spiraglio si apre quando la formazione ribelle si trova senza munizioni e senza viveri. I componenti si disperdono, fuggono, e per Agu si intravede la fine dell’incubo. L’innocenza è perduta per sempre, ma il futuro è lì che lo aspetta.

L’Africa, in Beasts of No Nation, diventa l’emblema di tutto un continente in guerra e la trasformazione di Agu in una macchina da guerra diventa la rappresentazione dell’odio, del Male con la m maiuscola. L’inferno sulla terra.

About Silvia Rotino

Nata a Novara, laureata in Lingue. Appassionata di viaggi, fotografia, mass media, economia, è articolista per diverse testate giornalistiche online.

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