Nico apre la sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia

Nico apre la sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia

Si avvicina l’appuntamento con la 74° edizione della Mostra del di Venezia, l’evento più atteso di fine estate da parte di tutti gli appassionati di cinema. Ad aprire la sezione Orizzonti sarà la pellicola Nico, 1988. Un film dedicato alla cantante dei Velvet Underground, musa del pittore Andy Warhol e indimenticabile artista degli anni Ottanta.

Nico apre la sezione Orizzonti

A poco più di un mese dall’apertura del sipario sulla nuova edizione della kermesse cinematografica chiamata ad assegnare il nuovo Leone d’Oro inizia a definirsi con precisione il programma degli eventi. Sarà Nico, 1988 ad aprire la sezione Orizzonti. Una pellicola che celebra l’artista degli anni Ottanta, indimenticabile musa di una generazione. È lei a ispirare l’artista statunitense Andy Warhol, lei a incantare con la sua voce i Velvet Underground tanto da entrare a far parte di diritto della band, lei a imporsi al pubblico come “la sacerdotessa delle tenebre”. La pellicola è frutto del lavoro della regista italiana Susanna Nicchiarelli.  A prestare il volto alla bellissima Nico è l’attrice e cantante tedesca Trine Dyrholm, Orso d’argento come la migliore attrice a Berlino nel 2016.

Dal successo alla rinascita

La storia che ha scelto di raccontare la regista Nicchiarelli è quella della rinascita dell’artista. Dal successo alla scelta di dedicarsi al figlio, a lungo trascurato. Dalle luci della ribalta, dalle sfilate ai successi con la band più amata e discussa dell’epoca, dalle numerose relazioni con artisti del calibro di Brian Jones, Jim Morrison, Bob Dylan, Alain Delon, Iggy Pop, alla dimensione più umana e intima. Dopo aver lasciato i Velvet Underground, infatti, Nico scelse di dedicarsi solo alla sua musica e al suo bambino. Una vera e propria rinascita, come donna e come artista. È questo il periodo della sua vita che prende forma sul grande schermo, quello degli ultimi anni, seguendola nei suoi tour. Il film sarà proiettato il 30 agosto, nella Sala Darsena.

Leoni d’oro alla carriera a Jane Fonda e Robert Redford

Tra le rivelazioni di questa nuova edizione della Mostra del Cinema di Venezia, che vedrà protagoniste le sue pellicole più rilevanti anche sul sito per gli amanti del cinema www.screenweek.it, ci sono i nomi dei nuovi Leoni d’oro alla carriera. Quest’anno a ritirare la statuetta, il 1° settembre, saranno due degli attori statunitensi più amati di tutti i tempi: Jane Fonda e Robert Redford. Le statuette ancora una volta saranno il simbolo della crescente attenzione internazionale che l’evento italiano vuole assumere, sotto la guida del direttore Alberto Barbera. Nel corso della premiazione saranno anche proiettate in anteprima le immagini di Our souls at night, una produzione Netflix che vede protagonisti i due anziani attori. Il film racconta la storia di due anziani vicini di casa, da sempre estranei e poi alle prese con la nascita di un sentimento nato in tarda età. Di recente, tra l’altro, Fonda e Redford hanno lavorato insieme a un film a sfondo animalista, il tutto dopo 38 anni dalla pellicola targata Sydney Pollack: Il cavaliere elettrico. Insieme, inoltre, avevano recitato anche in La caccia di Arthur Penn (1966), con Marlon Brando, e A piedi nudi nel parco (1967) di Gene Sacks.

Le ragioni del premio

A spiegare le motivazioni del premio è stato il direttore della Mostra. “Poche star hollywoodiane hanno avuto una vita contraddistinta da atteggiamenti altrettanto risoluti e fieri come quelli esibiti da Jane Fonda nel corso della sua carriera professionale”, ha commentato Barbera. “Un’esistenza segnata da passioni intense, vissute all’insegna dell’indipendenza da ogni forma di conformismo, con una generosità toccante e vulnerabile”. Per Redford, invece, ha detto: “Attore, regista, produttore, ambientalista, ispiratore e fondatore di quel brillante esperimento cinematografico chiamato Sundance: sia di fronte che dietro alla macchina da presa, sia quando ha difeso la causa del cinema indipendente o quella del nostro pianeta, Robert Redford ci ha accompagnato attraverso cinquant’anni di storia americana con una combinazione di rigore, intelligenza e grazia che resta insuperabile. Piuttosto riluttante a ricoprire il ruolo di star, sin dagli inizi della carriera Redford ha utilizzato il proprio talento e il successo per realizzare film su tematiche a lui care e aprire la strada ad altri registi indipendenti al pari di sé”.

 

 

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